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Guida al 5x1000

Cos'è il 5x1000, quanto vale, come destinarlo senza errori e cosa succede ai fondi dopo la tua scelta.

6 min di letturaAggiornato al 21 giugno 2026 In evidenza
Una firma collega il 5x1000 a progetti di ricerca, cura e tutela della natura

A cura di

Redazione NonProfit.it

Ultima revisione

21 giugno 2026

Indice dei contenuti12 sezioni

Ogni anno milioni di contribuenti lasciano in bianco la casella del 5x1000. È un peccato, perché è l'unico modo di sostenere una causa che non costa assolutamente nulla: quella quota la paghi comunque come imposta, con il 5x1000 decidi soltanto dove finisce. Vediamo cos'è davvero, da dove viene, chi può riceverlo, come destinarlo senza sbagliare, cosa succede ai fondi dopo la tua scelta e come individuare l'organizzazione giusta.

Cos'è (e cosa non è)

Il 5x1000 è una quota dell'IRPEF — l'imposta sui redditi delle persone fisiche — pari allo 0,5%, che la legge ti permette di destinare a determinati enti non profit invece di lasciarla interamente allo Stato.

Non è una tassa in più e non è denaro che esce dalle tue tasche. Non firmare non ti fa risparmiare un centesimo: manda solo quella quota allo Stato, anziché a un ente scelto da te.

Destinarlo non cambia nulla del tuo eventuale rimborso o di quanto devi versare. Lo strumento esiste dal 2006, nato in via sperimentale e poi reso stabile; nel tempo le categorie ammesse e le regole d'accesso si sono affinate, fino all'attuale legame, per il Terzo settore, con il RUNTS.

5x1000, 8x1000, 2x1000: non confonderli

Nella stessa dichiarazione trovi tre destinazioni diverse e indipendenti. È un equivoco comune scambiarle.

Quota dell'IRPEFA chi va
5x10000,5%Enti non profit, ricerca, ASD, aree protette…
8x10000,8%Stato o una confessione religiosa
2x10000,2%Partiti politici (o, in certi anni, associazioni culturali)

Si sommano e non si escludono: puoi esprimerle tutte e tre, perché ciascuna riguarda una porzione distinta dell'imposta. Destinare il 5x1000 a un'associazione non toglie nulla all'8x1000 e viceversa.

Chi può riceverlo

Possono beneficiarne solo gli enti iscritti negli appositi elenchi ufficiali, organizzati per categoria.

Le categorie dei beneficiari

  • Enti del Terzo settore iscritti al RUNTS: la platea più ampia — associazioni, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, fondazioni, cooperative sociali. Sono però escluse dal 5x1000 le imprese sociali costituite in forma di società; possono invece accedervi le imprese sociali costituite in forma di associazione o fondazione, se in possesso dei requisiti.
  • Enti della ricerca scientifica e le università, a sostegno di studi e progetti di ricerca.
  • Enti della ricerca sanitaria, dedicati alla ricerca in campo medico.
  • Associazioni sportive dilettantistiche in possesso dei requisiti, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
  • Enti gestori delle aree protette, a tutela dell'ambiente e della natura.
  • Attività sociali del proprio Comune di residenza ed enti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici.

Per gli enti del Terzo settore l'ammissione è ora legata all'iscrizione al RUNTS. È un cambiamento concreto: le vecchie ONLUS, per continuare a riceverlo, hanno dovuto presentare istanza di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026.

Come si destina, senza sbagliare

Si fa al momento della dichiarazione dei redditi. Nel modello che ti riguarda c'è una sezione dedicata al 5x1000, divisa in riquadri, uno per categoria. Per scegliere devi firmare nel riquadro della categoria giusta e indicare il codice fiscale dell'ente: è il codice fiscale, non il nome, a identificare con certezza il beneficiario. Usa quello ufficiale pubblicato dall'organizzazione sul proprio sito, così sei certo che sia corretto.

Il modo concreto dipende da te: con il modello 730 o il modello Redditi compili la sezione in dichiarazione; se non sei tenuto a dichiarare — come molti pensionati e dipendenti senza altri redditi — puoi destinarlo compilando l'apposita scheda allegata alla Certificazione Unica e consegnandola nei termini previsti. La scelta va espressa entro le scadenze previste per il modello che usi, che possono cambiare di anno in anno; verifica quella esatta dell'anno in corso.

Gli errori da non fare

Tre sbagli ricorrono spesso. Firmare senza indicare il codice fiscale: la scelta va comunque alla categoria, ma non all'ente che avevi in mente — viene ripartita proporzionalmente tra gli enti di quella categoria. Indicare un codice fiscale errato o incompleto, che può rendere impossibile attribuire la scelta. Firmare in più riquadri di categorie diverse: la scelta è una sola, e firme multiple rischiano di annullarsi. Una firma, una categoria, un codice fiscale corretto: è tutto.

L'ente saprà che l'hai scelto?

Di norma no, ed è bene saperlo. Il 5x1000 non funziona come una donazione diretta con ricevuta nominativa: lo Stato non trasferisce all'organizzazione i tuoi dati anagrafici. L'ente beneficiario riceve le somme attribuite e i dati aggregati pubblicati negli elenchi ufficiali — l'importo totale e, in alcuni casi, il numero complessivo delle scelte — non un elenco di contatti da usare per ringraziare o aggiornare i singoli contribuenti. Se vuoi che l'organizzazione sappia del tuo sostegno, il modo più semplice è comunicarglielo direttamente, iscriverti alla sua newsletter o affiancare al 5x1000 una piccola donazione tracciabile.

Una firma sul modulo del 5x1000 collega la scelta a ricerca, cura, istruzione e tutela della natura.
Illustrazione editorialeUna firma precisa trasforma una scelta fiscale in progetti verificabili.

Quanto vale, e il tetto da 610 milioni

Essendo una percentuale della tua IRPEF, l'importo varia da persona a persona e non lo conosci in anticipo. Quello che conta è un altro:

Se non indichi un ente, la tua quota non va a nessuna organizzazione. È per questo che firmare fa la differenza, anche quando l'importo singolo sembra piccolo: sommato a quello di migliaia di altri, diventa una risorsa consistente.

Il meccanismo opera entro un tetto complessivo che lo Stato fissa ogni anno, distribuendo le risorse tra gli enti in proporzione alle scelte ricevute. E qui c'è una novità: dal 2026 il tetto è salito da 525 a 610 milioni di euro, il primo aumento dopo molti anni di importo fermo. Più risorse per il Terzo settore, e meno rischio che le preferenze dei contribuenti vengano "tagliate" per via del limite. Un motivo in più per non lasciare la casella in bianco.

Dove finiscono i soldi (e come controllarlo)

La tua scelta non si traduce subito in un versamento: tra la dichiarazione e l'erogazione passa di norma circa un paio d'anni, il tempo di raccogliere e ripartire le preferenze di tutti.

C'è poi un aspetto che dovrebbe rassicurarti. Chi riceve il 5x1000 ha l'obbligo di rendicontare come ha speso le somme: deve redigere un rendiconto entro un anno dalla ricezione, e chi incassa più di 20.000 euro deve anche trasmetterlo e pubblicarlo. Inoltre gli elenchi degli importi attribuiti a ciascun ente vengono pubblicati ufficialmente: puoi quindi verificare quanto un'organizzazione ha incassato e, nei casi previsti, come lo ha usato. È trasparenza che ti aiuta a capire, anno dopo anno, se hai scelto bene.

E se non sai a chi destinarlo?

Non sei obbligato a conoscere già il nome dell'ente. Parti dalla causa che ti sta a cuore — ricerca, malattie rare, infanzia, ambiente, animali, povertà — e cerca le organizzazioni che vi si dedicano: nella directory di NonProfit.it le filtri per causa, regione e città. Da ogni scheda raggiungi il sito ufficiale dell'organizzazione, dove puoi verificare il codice fiscale corretto da indicare in dichiarazione e gli altri modi per sostenerla. Una volta individuati alcuni candidati, applica gli stessi controlli di una donazione: iscrizione al RUNTS, trasparenza dei conti, risultati concreti. E ricorda che destinarlo a una piccola realtà del tuo territorio è una scelta ottima: spesso per un'associazione locale quei fondi pesano molto più che per una grande.

Trova un ente a cui destinare il 5x1000 →

5x1000 e donazione: due cose diverse

Confonderli è un errore comune. Il 5x1000 non ti costa nulla, lo rinnovi una volta l'anno e si limita a indirizzare un'imposta che pagheresti comunque. Una donazione è denaro aggiuntivo che decidi di dare, con possibile beneficio fiscale. Non devi scegliere: il modo più efficace di sostenere un ente è destinargli il 5x1000 e, se puoi, affiancarvi una donazione.

Fonti ufficiali da tenere aperte

Le regole e soprattutto le scadenze possono cambiare. Per questo la guida non ti chiede di fidarti soltanto del suo riassunto: puoi verificare direttamente la sezione dell'Agenzia delle Entrate dedicata a otto, cinque e due per mille, gli elenchi 2026 degli Enti del Terzo settore accreditati al 5x1000 pubblicati dal Ministero del Lavoro e la ricerca pubblica degli enti iscritti al RUNTS.


Costa una firma e il codice fiscale ufficiale dell'ente che scegli, e vale per un anno intero. Per decidere a chi affidarlo, parti dalla directory e usa gli stessi controlli della guida su come scegliere un'associazione; poi verifica sempre quel codice fiscale sul sito ufficiale dell'organizzazione o sugli elenchi ufficiali.

Procedure e scadenze del 5x1000 possono cambiare ogni anno: per i termini in vigore fai riferimento al sito dell'Agenzia delle Entrate. Questa pagina spiega come funziona lo strumento e non sostituisce una consulenza fiscale.

Contenuto a cura della redazione NonProfit.itVerificato il 21 giugno 2026

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