Chi siamo
Un progetto indipendente per rendere il terzo settore italiano più trasparente, accessibile e vicino alle persone.
La missione
Colmare il divario tra chi vuole fare del bene e chi lo fa ogni giorno.
In Italia operano oltre 360.000 organizzazioni non profit, con più di 4,7 milioni di volontari attivi e un contributo all'economia nazionale che supera i 70 miliardi di euro. Ma dietro questi numeri ci sono soprattutto persone: chi porta un pasto caldo agli anziani soli, chi accoglie famiglie in difficoltà, chi si prende cura di animali abbandonati, chi insegna italiano ai bambini rifugiati, chi protegge il territorio, chi ricostruisce legami sociali dove tutto sembra essersi spezzato.
È un ecosistema enorme, diffuso, silenzioso e indispensabile. Un tessuto civile che ogni giorno sostiene parti del Paese che lo Stato spesso non riesce — o non riesce più — a raggiungere.
Eppure, per chi vuole avvicinarsi a questo mondo, trovare l'organizzazione giusta è ancora sorprendentemente difficile. Chi vuole donare si imbatte spesso in portali istituzionali pensati più per la burocrazia che per le persone. Chi vorrebbe fare volontariato non sa da dove iniziare: cerca online, trova siti non aggiornati, recapiti inutilizzabili, pagine incomplete, elenchi difficili da interpretare. I dati pubblici esistono, ma troppo spesso sono frammentati, tecnici, poco leggibili e lontani dall'esperienza reale di chi cerca un modo concreto per contribuire.
Il risultato è un paradosso evidente: da una parte ci sono milioni di persone disposte a dare tempo, energie, competenze o sostegno economico; dall'altra migliaia di organizzazioni che fanno fatica a farsi trovare nel modo giusto.
Il problema, però, non è solo la reperibilità. È anche la fiducia. Quando una persona scopre un'organizzazione, spesso non trova le informazioni necessarie per capire se sia davvero quella adatta: cosa fa concretamente, in quale territorio opera, come può essere contattata, se cerca volontari, se accetta donazioni, se pubblica bilanci o informazioni utili sulla propria attività. E quando mancano chiarezza, contesto e segnali di affidabilità, anche la migliore intenzione rischia di fermarsi.
NonProfit.it nasce per interrompere questo circolo. Non per aggiungere un altro elenco al web, ma per costruire uno strumento realmente utile a chi cerca. Una directory pensata dal punto di vista delle persone, non degli apparati. Un luogo in cui trovare organizzazioni in base a domande reali, come:
"Voglio aiutare gli anziani nella mia città."
"Cerco un'associazione ambientale in Toscana."
"Vorrei dedicare due ore alla settimana a qualcosa di concreto."
Non categorie astratte o classificazioni burocratiche, ma bisogni, territori, cause e possibilità di coinvolgimento.
L'obiettivo è semplice da dire, ma ambizioso da realizzare: fare in modo che nessuno, in Italia, si trovi nella posizione di voler fare qualcosa di buono e non sapere da dove cominciare.
Il progetto
Un lavoro personale, costruito con cura, rigore e convinzione.
NonProfit.it è un progetto personale. Non nasce da un finanziamento, da un bando o da una startup. Nasce da un'esperienza molto concreta: il tentativo di trovare un'associazione di volontariato nella mia città e la frustrazione di perdere tempo tra siti rotti, registri difficili da leggere e informazioni incomplete, senza riuscire a capire davvero a chi rivolgermi.
In quel momento è diventato chiaro che il problema non fosse la mancanza di organizzazioni. Le organizzazioni esistono, sono tante, sono vive, sono attive. Quello che manca è uno strumento capace di renderle accessibili, comprensibili e trovabili da chi vuole avvicinarsi al terzo settore in modo semplice e consapevole.
Costruire uno strumento del genere si è rivelato molto più complesso di quanto potessi immaginare. I dati pubblici disponibili — dal RUNTS alle anagrafi regionali — sono preziosi, ma spesso frammentati, incompleti o incoerenti. Normalizzare i nomi, verificare i recapiti, ricostruire i siti web corretti, distinguere le realtà attive da quelle ormai inattive, assegnare categorie che riflettano l'attività effettiva e non soltanto una classificazione formale: ogni passaggio richiede tempo, attenzione e controlli manuali.
Non esiste una scorciatoia che porti a un risultato davvero utile. O si accetta un livello di qualità superficiale, oppure si sceglie di lavorare con lentezza e serietà. Io ho scelto la seconda strada.
Ogni organizzazione presente su NonProfit.it viene controllata almeno una volta. Le informazioni di contatto vengono verificate. Le categorie cercano di rispecchiare ciò che l'organizzazione fa realmente. I profili vengono costruiti con l'idea di aiutare una persona a orientarsi, non di riempire un database. Non è un processo perfetto — il terzo settore cambia continuamente, le organizzazioni nascono, si trasformano, si sciolgono — ma è un processo preso sul serio.
Anche sul piano tecnico, il progetto è stato pensato per essere solido, chiaro e durevole: un'interfaccia accessibile e reattiva, un database strutturato per ricerche per territorio, causa e modalità di coinvolgimento, un sistema pensato per raccogliere segnalazioni e migliorare progressivamente la qualità delle informazioni.
La prospettiva, nel tempo, è far crescere NonProfit.it fino a renderlo un punto di riferimento per chiunque voglia entrare in contatto con il terzo settore in Italia: singoli cittadini, volontari, donatori, aziende, scuole, giornalisti, ricercatori, enti locali.
Non soltanto una directory, ma un'infrastruttura civica di conoscenza pubblica: utile, consultabile, verificata, costruita un'organizzazione alla volta.
Creato da Gabriele Masetti
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