È uno dei modi più potenti per sostenere una causa senza rinunciare oggi ai tuoi beni. Un lascito solidale non tocca i tuoi conti, i tuoi beni, le tue abitudini di oggi: produce effetti solo dopo, e fino all'ultimo puoi cambiarlo o cancellarlo. Eppure può avere un impatto enorme, perché permette a un'organizzazione di portare avanti il suo lavoro oltre il tempo naturale di una persona. Questa guida spiega cos'è, quanto puoi davvero destinare, perché a un ETS, nei casi previsti, può arrivare senza imposta di successione, e come scegliere bene a chi affidarlo.
Cos'è (e cosa non ti toglie)
Un lascito solidale è una disposizione del testamento con cui destini una parte del tuo patrimonio a una o più organizzazioni non profit. La parola che conta è "testamento": è un atto che riguarda il dopo, non l'adesso.
Finché sei in vita non perdi nulla e non ti vincoli a niente: il lascito si può modificare o revocare in qualsiasi momento, quante volte vuoi.
Questo lo rende molto diverso da una donazione, che è denaro che esce subito. Il lascito è una scelta serena, da prendere con calma, che puoi rivedere se la tua vita cambia.
Serve un grande patrimonio? No
È il malinteso più comune. Si pensa che lasciare qualcosa a un'associazione sia roba da ricchi: non è così. Puoi destinare una somma anche piccola, un oggetto, una polizza vita, un singolo bene, oppure una percentuale di quanto avrai. Per molte organizzazioni, soprattutto quelle piccole, anche un lascito modesto fa una differenza enorme. Conta la scelta, non lo zero in più sulla cifra.
Senza una disposizione scritta, l'ente non eredita
Qui c'è un punto tecnico che sorprende molti: se vuoi che un'organizzazione riceva una parte della tua eredità, deve essere nominata nel testamento. In assenza di testamento, il patrimonio viene devoluto per legge ai parenti più stretti, poi a quelli più lontani, e in ultima istanza allo Stato. Diverso è il caso di strumenti come la polizza vita, in cui l'ente può essere indicato direttamente come beneficiario. In ogni caso, per destinare qualcosa a una causa devi metterlo nero su bianco: ed è il motivo per cui conviene pensarci per tempo, perché molti ci arrivano tardi, o non lo fanno affatto.
La legge protegge la famiglia: legittima e quota disponibile
Non puoi lasciare tutto a chi vuoi, e questo è giusto: la legge riserva una parte del patrimonio ai familiari più stretti — il coniuge o la parte dell'unione civile, i figli e i loro discendenti, e in assenza di figli i genitori. Questa parte si chiama quota di legittima ed è riservata dalla legge. La parte restante, la quota disponibile, puoi lasciarla liberamente a chiunque, comprese le associazioni.
Esempio. Hai un patrimonio di 200.000 euro e un solo figlio. Metà è riservata a lui; gli altri 100.000 euro sono la tua quota disponibile, e puoi destinarli a una causa che ti sta a cuore.
Le proporzioni cambiano a seconda della famiglia, e il calcolo della quota disponibile è esattamente il genere di cosa su cui conviene farsi aiutare da un notaio: se un testamento intacca la legittima, i legittimari lesi possono contestarlo con gli strumenti previsti.

Cosa puoi lasciare
Non sei obbligato a scegliere tra "tutto" e "niente". Le forme sono diverse:
Cosa lasci | In pratica |
|---|---|
Una somma di denaro | Un importo definito, anche piccolo |
Un bene specifico | Un immobile, un'opera, un oggetto di valore |
Una quota del patrimonio | Una percentuale di quanto resterà |
Una polizza vita | Indicando l'ente come beneficiario, secondo le regole del contratto |
Puoi nominare l'organizzazione come erede (le destini una quota dell'intero patrimonio) o come legatario (le lasci un bene o una somma precisa). Per la maggior parte delle persone il legato — "lascio questa somma / questo bene a questa associazione" — è la forma più semplice e chiara. Nulla ti vieta, peraltro, di dividere il lascito tra più organizzazioni, o di vincolarlo a uno scopo preciso — un progetto, una causa specifica — indicandolo chiaramente nel testamento.
Il vantaggio fiscale per gli ETS iscritti al RUNTS
C'è un motivo molto concreto per cui un lascito a un ETS ammesso dalla normativa può rendere più di quanto pensi: nei casi previsti, non è soggetto a imposta di successione e donazione né a imposte ipotecaria e catastale. L'articolo 82 del Codice del Terzo settore stabilisce che i trasferimenti gratuiti — donazioni e lasciti — a favore di ETS iscritti al RUNTS sono esenti dall'imposta di successione e donazione e dalle imposte ipotecaria e catastale, a condizione che i beni siano impiegati per le finalità dell'ente.
In pratica: il valore di ciò che lasci può arrivare all'organizzazione senza imposta di successione e donazione né imposte ipotecaria e catastale, quando ricorrono le condizioni previste.
Attenzione a un dettaglio che pesa: questa esenzione vale per gli enti iscritti al RUNTS, quando ricorrono le condizioni previste. Se l'organizzazione non è iscritta al RUNTS, o non rientra tra gli enti agevolabili, l'esenzione potrebbe non spettare e il lascito rischierebbe la tassazione ordinaria. È una ragione in più per verificare, prima di scegliere, che l'ente sia regolarmente iscritto — lo controlli gratuitamente nella pagina Ricerca enti del RUNTS, cercando per nome o codice fiscale.
Come si fa, in pratica
Il lascito si dispone con il testamento. Le due forme più usate sono l'olografo e il pubblico (esiste anche il testamento segreto, molto meno diffuso nella pratica). Il testamento olografo è quello che scrivi interamente a mano, lo dati e lo firmi di tuo pugno: non costa nulla e puoi conservarlo dove vuoi (anche se è prudente depositarlo da un notaio o comunicarne l'esistenza a una persona di fiducia). Il testamento pubblico lo redige il notaio alla tua presenza e di due testimoni: più sicuro, più difficile da contestare o smarrire.
Per un lascito semplice — una somma a un'associazione — l'olografo può bastare. Ma se entrano in gioco immobili, situazioni familiari delicate o patrimoni articolati, il notaio non è un lusso: è ciò che evita che la tua volontà venga vanificata da un errore di forma. Ricorda infine due cose: puoi sempre modificarlo, e conviene comunicare all'organizzazione la tua scelta — molti enti hanno un referente dedicato ai lasciti che può aiutarti a formularla nel modo corretto.
Scegliere l'organizzazione a cui lasciare
Un lascito è una scelta di lungo periodo: meriti la certezza che chi lo riceve sia serio e che porti avanti davvero la causa. Valgono gli stessi controlli di una donazione — trasparenza dei conti, risultati concreti, iscrizione al RUNTS (che qui conta doppio, perché determina anche l'esenzione fiscale). Su NonProfit.it puoi cercare le organizzazioni per causa, regione e città e confrontarle; per la formulazione del lascito e per i dati ufficiali dell'ente, poi, ti rivolgi al suo sito ufficiale e al notaio.
I criteri completi per valutare un'associazione li trovi nella guida su come scegliere un'associazione.
Un lascito non è un addio: è la decisione di far durare qualcosa in cui credi. Si comincia da una causa, non da un notaio — quello viene dopo, per metterla nero su bianco.
Questa pagina spiega come funziona il lascito solidale e non sostituisce la consulenza di un notaio, a cui conviene rivolgersi per redigere o verificare il testamento e calcolare la quota disponibile.




